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La cogenerazione ad alto rendimento (CAR): dai requisiti ai benefici

La cogenerazione è un processo che permette di produrre contemporaneamente energia elettrica e termica: in questo modo, si riesce a risparmiare sia in termini di combustibile che economici, in quanto tale tecnologia sfrutta il calore che andrebbe altrimenti disperso durante il processo produttivo stesso. Se si è intenzionati ad investire in un sistema cogenerativo, è bene sapere che si può beneficiare di diversi incentivi qualora un impianto ottenga la qualifica CAR, “cogenerazione ad alto rendimento”. Ma in cosa consiste? E quali sono le normative a riguardo?

Cos’è la Cogenerazione ad alto rendimento CAR

Un sistema cogenerativo presenta numerosi vantaggi: il nuovo DM 21 maggio 2021 appena pubblicato, parla della riduzione della soglia minima per l’accesso a TEE virtuali dal 30% dell’obbligo minimo al 20% del consumo dell’energia primaria, al numero minore di emissioni nocive rilasciate nell’atmosfera, dalla riduzione dei rischi legati all’interruzione dell’alimentazione dell’energia per problemi di rete al risparmio in termini energetici. Sono particolarmente presenti nel settore industriale; tuttavia, negli ultimi anni, si è notato un incremento di utilizzo anche nei settori terziario e residenziale.

C’è poi da considerare l’aspetto degli incentivi: in Italia ad esempio, attraverso il GSE (Gestore Servizi Energetici), è possibile ottenere i Certificati Bianchi (TEE) previo ottenimento della qualifica CAR ai sensi della Direttiva Europea 2004/8/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. 20/07 e come da integrazioni dei DM 4/8/2011 e 5/9/2011.
Con la pubblicazione del D.M.21 maggio 2021 si apre la possibilità di un rilancio per i certificati bianchi (TEE). Il nuovo decreto introduce diversi elementi positivi, in principio la maggiore collaborazione fra istituzioni e operatori, si auspica mantenendo la percentuale di progetti rigettati sotto la soglia del 10% raggiunta negli ultimi anni.

Una barriera è rappresentata dalla definizione dei limiti di TEE riconosciuti nel triennio 2021-2024; nella nuova definizione viene confermata la revisione a ribasso degli stessi nel 2021 rispetto agli anni precedenti, con incremento nel 2022, 2023 e 2024;
Il nuovo quadro normativo nazionale e comunitario relativo alla Cogenerazione ad Alto Rendimento include la normativa entrata in vigore dal 2012 ad oggi. In particolare si segnalano: il Regolamento Delegato (UE) 2015/2402 della Commissione del 12 ottobre 2015, che aggiorna i rendimenti armonizzati per la produzione separata di energia elettrica e calore contenuti nel DM 4 agosto 2011, il DM 4 agosto 2016, sulla maggiore valorizzazione dell’ene rgia da Cogenerazione ad Alto Rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali e il DM 16 marzo 2017, che contiene semplificazioni nell’ambito della realizzazione, della connessione e dell’esercizio degli impianti di microcogenerazione.

Quando un impianto soddisfa i requisiti di Alto rendimento

Secondo la Direttiva Europa, si può definire CAR un impianto di cogenerazione in cui il rendimento supera una certa soglia (quest’ultima stabilita dalla medesima normativa) che varia in funzione della classe di potenza dell’unità cogenerativa. Questo significa che il risparmio di energia primaria (noto anche come PES, “Primary Energy Saving”) deve essere di almeno del 10% superiore ai limiti che si hanno nella produzione di elettricità e calore per le unità di media e grande cogenerazione (Pot. > 1 MWe), mentre per le unità di micro (capacità massima inferiore ai 50 kWe) e piccola cogenerazione (capacità installata inferiore a 1 MWe), il PES deve essere >0. Il PES si calcola con riferimento all’intera produzione di energia associata al combustibile consumato durante l’anno di interesse per il quale si sta elaborando il rendiconto.

I benefici previsti dalla normativa sulla CAR

IL GSE si occupa annualmente della verifica dei requisiti CAR e di assegnazione dei TEE (Certificati Bianchi), sia per le unità di cogenerazione già in esercizio che per quelle non ancora attive, in fase preliminare. Proprio i Certificati Bianchi (che hanno durata variabile), assicurano il risparmio energetico dovuto a degli interventi di incremento dell’efficienza per mezzo di impianti di cogenerazione. Ma quali sono i benefici previsti dalla normativa per la CAR?

  • La priorità per il dispacciamento dell’energia elettrica prodotta da cogenerazione rispetto alle fonti convenzionali;
  • Le agevolazioni fiscali sull’accisa del gas metano utilizzato per la cogenerazione;
  • L’accesso al servizio di Scambio sul Posto dell’energia elettrica prodotta da impianti CAR con potenza nominale fino a 200 kW;
  • Condizioni tecnico-economiche semplificate per la connessione alla rete elettrica;
  • Una serie di agevolazioni tariffarie per impianti alimentati a Fonti Energetiche Rinnovabili;
  • L’opportunità di incentivazione dell’energia elettrica prodotta in Cogenerazione ad Alto Rendimento, netta e immessa in rete da impianti alimentati a biometano;
  • La possibilità per un impianto termoelettrico non alimentato a fonte rinnovabile, presente all’interno di un sistema semplice di produzione e consumo, di essere considerato in assetto cogenerativo ad alto rendimento per l’anno “n” purché l’energia cogenerata dall’unità risulti, per l’anno “n-1”, maggiore del 50% della produzione totale lorda di energia elettrica dell’impianto a cui tale unità appartiene.

La trigenerazione domestica: in cosa consiste e quali sono i vantaggi

La trigenerazione rappresenta la produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera per mezzo di cogeneratori a turbina che alimentano i frigoriferi ad assorbimento utilizzati negli impianti di condizionamento, nei processi industriali e per utilizzo domestico. IBT Group propone impianti di trigenerazione su misura per l’efficientamento energetico grazie ai prodotti dei suoi partner Capstone Green Energy e Century Corporation e, proprio sul loro utilizzo domestico, con relativi vantaggi, ci concentreremo in questo articolo: ecco cosa sapere a riguardo.

La trigenerazione domestica: cos’è e quali sono i vantaggi

La trigenerazione, nota anche con la sigla CCHP (Combined Cooling, Heating and Power) si può impiegare sia per esigenze di riscaldamento che di raffreddamento, e la sua alimentazione può avvenire per mezzo di combustibili liquidi o gassosi, da fonti fossili o di energie rinnovabili. Da questi combustibili, e attraverso il recupero di calore prodotto originariamente disperso durante il processo di generazione di energia elettrica, si ottengono tre energie combinatamente: elettrica, termica e frigorifera. A questo proposito, IBT Group propone dei sistemi costituiti da una Turbina a gas Capstone ed un gruppo frigorifero ad assorbimento Century.

Sfruttando al meglio il potere calorifico del combustibile si disperde meno energia, il che porta a un risparmio sia in termini economici che ambientali, in quanto si ha un numero minore di emissioni nocive rilasciate nell’atmosfera. La trigenerazione inoltre, proprio come la cogenerazione, permette di modulare il carico in base alle necessità o ai periodi di maggiore attività/inattività di un’utenza domestica, soprattutto in riferimento alle stagione e ai relativi metodi di riscaldamento e/o raffreddamento utilizzati: in questo modo dunque, è possibile sfruttare gli impianti di trigenerazione anche nei mesi caldi in cui c’è un alto utilizzo dell’aria condizionata.

Quali sono gli impianti di trigenerazione domestica

Proprio come quelli di natura industriale, gli impianti di trigenerazione domestica permettono di ridurre al minimo gli sprechi energetici (con un conseguente e significativo risparmio in termini economici) e, allo stesso tempo, di salvaguardare l’ambiente. Questi presentano una potenza adeguata ad un’utenza domestica o di piccole/medie dimensioni e si definiscono “microgeneratori”, ossia, dotati di una potenza inferiore ai 50 kW. In casa ad esempio, si può sfruttare un impianto di trigenerazione per i condizionatori (basti pensare al largo utilizzo che ne facciamo nel periodo estivo), oppure in tutte quelle situazioni in cui vi è un fabbisogno di calore ed elettricità generalmente costante nel corso dell’anno. In questo modo, si riesce ad aumentare l’efficienza energetica di un’utenza domestica (sia preesistente che in fase di progettazione) mantenendo i costi ridotti.

Come funziona un impianto di trigenerazione domestica

Gli impianti di trigenerazione forniti da IBT Group sfruttano le tecnologie dei partner Capstone Green Energy e Century Corporation: per mezzo delle turbine Capstone con tecnologia brevettata oil-free (che si riferisce alla completa assenza di olio lubrificante grazie a degli speciali cuscinetti ad aria che sostengono l’albero della turbina in rotazione senza contatto meccanico, limitando l’attrito solo nelle fasi di avvio ed arresto), si alimentano i frigoriferi ad assorbimento Century che producono acqua refrigerata da sfruttare nell’impianto di condizionamento. Essi sono facili da utilizzare, silenziosi e con necessità di manutenzione ridotta, garantendo un’alta efficienza energetica nel rispetto dell’ambiente.

Le turbine a gas: cosa sono e il loro funzionamento

Capstone Green Energy, società californiana leader mondiale nella produzione di sistemi energetici cogenerativi con microturbine a gas, di cui IBT Group è distributore esclusivo per il mercato italiano, conta più di 100 brevetti registrati e 9.000 installazioni in oltre 80 paesi, di cui oltre 250 installate da IBT Group. In questo articolo, ci focalizzeremo sull’analisi delle turbine a gas: dalla loro struttura al loro funzionamento, passando per le possibili applicazioni, ecco tutto quello che dovete sapere a riguardo!

Le turbine a gas

Le turbine a gas di Capstone convertono l’energia di combustione in energia elettrica tramite il generatore e recuperano energia termica dai fumi di scarico; questo è possibile grazie alla tecnologia oil-free, di origine aeronautica, che presenta numerosi vantaggi: dalla modulazione del carico elettrico dallo 0 al 100% alla ridotta emissione di inquinanti in atmosfera (NOx < 18mg/Nmc e CO < 50 mg/Nmc, le più basse oggi disponibili), dalle basse vibrazioni ed emissioni sonore fino ai bassi costi di manutenzione, con la garanzia di 8.600 ore/anno continuative. Questa tipologia di impianto è particolarmente indicata per le strutture che necessitano di modulare la propria potenza elettrica in base ai picchi stagionali o giornalieri di consumo e, per questo motivo, trova amplio utilizzo, ad esempio, nei settori alberghiero, ospedaliero, cartario, food&beverage e tessile.

Che tipo di motore è una turbina a gas?

La turbina a gas è frutto dell’esperienza maturata nell’industria aeronautica da parte dei fondatori di Capstone Green Energy, e, non a caso, richiama quella impiegata nel motore di un turbo-jet. Al suo interno, la turbina Capstone presenta solo una parte in movimento (ovvero, l’albero su cui sono calettati turbina e compressore) che ‘poggia’ su dei cuscinetti ad aria (air-bearings) in grado di sostenere l’albero della turbina in rotazione senza contatto meccanico. L’assenza di liquidi di raffreddamento, di vibrazioni e di olio lubrificante, non richiede inoltre il conseguente smaltimento di olio esausto, e rappresenta una drastica riduzione sia dei costi di manutenzione sia dei fermi impianto necessari per la stessa. Inoltre, i momenti di attrito, che si verificano solo nella fase di avviamento ed arresto della macchina, sono “stress-free” in quanto ammortizzati da una struttura di supporto progettata appositamente che garantisce durabilità e funzionalità delle parti meccaniche.

Il funzionamento delle turbine a gas

Il modulo Turbina Capstone è di tipo monostadio caratterizzato da una sezione di compressione aria calettata sull’albero turbina e da un generatore con rotore a magneti permanenti. Per quanto riguarda il suo funzionamento, nella fase di avviamento la turbina è posta in rotazione dal generatore elettrico funzionante da motore fino a che il sistema non raggiunge la velocità di autosostentamento. A questo punto, nella camera di combustione viene inviata la miscela di combustibile ed aria necessaria al funzionamento della turbina stessa; così facendo, questa aumenterà la sua velocità di rotazione, fino al raggiungimento della potenza nominale. Inoltre, il recuperatore permette di aumentare la temperatura dell’aria in ingresso alla camera di combustione, ottenendo un maggior rendimento del modulo turbine. La turbina Capstone rappresenta il turbogeneratore oil-free più evoluto al mondo per l’autogenerazione ad alta efficienza di energia elettrica e termica, ed è disponibile in sei taglie modulari (da 30KWE a 1MWE) che possono funzionare con combustibili sia fossili sia rinnovabili.

Gli impianti di biogas: cosa c’è da sapere

IBT Group è distributore esclusivo per il mercato italiano di Capstone Green Energy, leader mondiale nella tecnologia dei sistemi energetici con microturbine a gas, che sviluppa, costruisce, vende ed offre assistenza per le soluzioni di cogenerazione, ovvero, la produzione combinata di energia elettrica e termica. Questa tipologia di impianti può sfruttare anche il biogas, ottimizzando in questo modo l’uso delle risorse energetiche rinnovabili e favorendo al tempo stesso la riduzione di emissioni inquinanti: ecco cosa sapere a riguardo.

Cosa sono gli impianti di biogas?

Ma prima di tutto… Che cos’è il biogas? Si tratta di un gas naturale costituito principalmente da metano, anidride carbonica e altri elementi (quali ossigeno, idrogeno e azoto) e si ottiene per mezzo della fermentazione anaerobica di sostanze organiche dette biomasse (ad esempio, FORSU o scarti delle attività agricole e agroindustriali). Gli impianti di cogenerazione alimentati a biogas dunque, producono energia elettrica e termica contemporaneamente sfruttando i materiali organici per il loro funzionamento.

In questo modo, non solo si produce energia in modo efficiente, in quanto si ottiene sia quella elettrica che quella termica in un unico momento e utilizzando una sola fonte energetica primaria, ma si possono sfruttare anche quei materiali considerati “di scarto”, per un notevole risparmio sia in termini economici (dovuto al minor consumo di combustibili) che di emissioni nocive non immesse nell’atmosfera.

A cosa servono i biogas?

Il biogas si utilizza principalmente per la produzione di energia (elettrica e termica negli impianti di cogenerazione) o di biometano. Ad esempio, gli impianti di Capstone permettono la produzione di energia elettrica e termica da combustibile biogas anche con disponibilità variabili e tenore di CH4 >30%. Il principale vantaggio dell’utilizzo del biogas è di natura ambientale: il biogas infatti non contribuisce all’immissione di nuovi gas serra nell’atmosfera contribuendo all’equilibrio dei gas serra(a differenza dei combustibili fossi che aumentano eccessivamente i gas serra in atmosfera con le relative ricadute negative sul nostro clima); oltre a questo, presenta un vantaggio economico (dovuto alla riduzione dell’utilizzo di combustibile fossile e allo sfruttamento invece di un materiale considerato di scarto) ed una riduzione del problema di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti biologici.

Come funziona un impianto a biogas?

Capstone Green Energy è leader nei sistemi cogenerativi con turbine a gas che sfruttano la tecnologia “oil-free”, un brevetto di origine aeronautica che fa riferimento alla completa assenza di olio lubrificante all’interno delle turbine grazie all’impiego di cuscinetti ad aria in grado di sostenere l’albero della turbina in rotazione senza contatto meccanico. Questi sistemi consentono l’autoproduzione energetica da prodotti di scarto agricolo o alimentare, e sono caratterizzati da un elevato rendimento complessivo, la bassa necessità di manutenzione e dalle emissioni near-zero; inoltre, possono funzionare anche in presenza di biogas povero di metano o con portate non costanti, grazie alla capacità di modulare della turbina, un fattore che li rende particolarmente adatti ad una discarica a fine ciclo di vita.

Infatti tra gli altri vantaggi dei sistemi Capstone, troviamo anche la modulabilità dallo 0 al 100% del carico elettrico, l’assenza di vibrazioni e le basse emissioni sonore, la bassa necessità e la facilità di gestione, con le emissioni più basse di tutti i sistemi CHP con NOx < 18mg/Nmc e CO < 50 mg/Nmc. IBT Group offre anche un servizio di analisi e/o trattamento del biogas affinché le sue caratteristiche qualitative siano adatte ad alimentare un impianto di cogenerazione: in questo modo, è possibile sfruttare al meglio sia il biogas povero di metano (esempio, le discariche) che quello da digestione anaerobica (esempio, gli impianti di depurazione delle acque).

The identikit. La trigenerazione: cosa sapere a riguardo

“Trigenerazione”, ovvero la produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera.

Ecco cosa sapere su questa tecnologia e sui prodotti Century Corporation e Capstone Green Energy, entrambi partner di IBT Group, con relativi casi studi per offrire una panoramica completa e approfondita.

Che cos’è la trigenerazione: dagli impianti all’energia frigorifera

La trigenerazione indica la produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera, che utilizza cogeneratori a turbina per alimentare i frigoriferi ad assorbimento che si sfruttano utilizzati negli impianti di condizionamento o per i processi industriali.

Conosciuta anche con la sigla inglese CCHP (Combined Cooling, Heating and Power), la trigenerazione permette l’utilizzo sia per esigenze di riscaldamento che di raffreddamento: non a caso, trova largo impiego nei settori che necessitano appunto di sistemi di raffreddamento.

L’alimentazione di un impianto di trigenerazione, così come quello di cogenerazione, può avvenire per mezzo di combustibili liquidi o gassosi, da fonti fossili o di energie rinnovabili. Da questi combustibili, e attraverso il recupero di calore prodotto e originariamente disperso durante il processo di generazione di energia elettrica, si ottengono tre energie, in combinazione: elettrica, termica e frigorifera.

Un migliore sfruttamento del potere calorifico del combustibile fa si che si disperda meno energia, il che porta a un risparmio sia in termini economici nonché una specifica attenzione alla salvaguardia che ambientale, dato che un minor consumo di combustibile contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

impianti di Trigenerazione: la tecnologia Century e Capstone

IBT Group fornisce impianti di cogenerazione e trigenerazione rivolti all’efficientamento energetico, progettati su misura e sfruttando le più moderne tecnologie in diversi settori, dal Chimico, Cartario, Residenziale, Hotel&Wellness, Food&Beverage, in breve in tutti i settori produttivi dove l’efficienza si coniuga con la necessità di modulazione e di perseguire le misure UE “Fit for 55” di riduzione delle emissioni di CO2 .

Le turbine Capstone ad esempio, vengono utilizzate utilizzate sia per la cogenerazione che per la trigenerazione, alimentando di conseguenza anche i frigoriferi ad assorbimento che producono acqua refrigerata da sfruttare nell’impianto di condizionamento. Il brevetto “oil-free” di Capstone, unico al mondo e di origine aeronautica, fa riferimento alla completa assenza di olio lubrificante grazie a degli speciali cuscinetti ad aria (air-bearings) che sostengono l’albero della turbina in rotazione senza contatto meccanico, limitando l’attrito solo nelle fasi di avvio ed arresto, garantendo allo stesso tempo una sensibile riduzione della bolletta energetica, bassa manutenzione e zero emissioni.

Anche i chiller Century, per mezzo del processo di assorbimento, assicurano un’alta efficienza energetica con 2000 kW freddi prodotti con meno di 10 kW elettrici. Sono inoltre eco-friendly (100% sicuri per l’ozono, senza CFC), semplici da utilizzare, silenziosi e con necessità di manutenzione ridotta.

Entrambi i partner di IBT Group dunque, per mezzo di prodotti standard o adattabili alle esigenze dei clienti, garantiscono un’alta efficienza energetica, sempre nel rispetto dell’ambiente, grazie ai processi di trigenerazione.

gli impianti di trigenerazione: i casi Casi Studio CEM Ambiente e Conad

Il primo caso studio fa riferimento a CEM Ambiente, l’ex discarica, convertita in parco, in provincia di Milano dove è stato installato un impianto di trigenerazione, che permette di sfruttare al meglio il combustibile anche con le basse concentrazioni di metano presenti nel biogas di una discarica a fine ciclo di vita. Qui si trovano 5 turbine a gas Capstone CR65 Landfil alimentate a biogas di origine biologica con qualificazione IAFR; grazie all’energia termica prodotta dalle turbine, e at-traverso un sistema di recupero termico, si produce inoltre acqua calda per il riscaldamento degli uffici e fredda per il condizionamento per mezzo di un frigorifero ad assorbimento Century.

Nel centro logistico Conad di Fiano Romano invece, IBT Group ha installato un impianto di trigenerazione con produzione di acqua gelida sottozero, garantendo un notevole risparmio energetico. Tale impianto si compone di una turbina Capstone, un sistema di recupero di calore e un frigo ad assorbimento ad ammoniaca, che massimizza l’efficienza energetica complessiva per un funzionamento annuo di oltre 8 mila ore e 800 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera.

Data Center ed Efficientemento Energetico: Le Possibili Soluzioni

“Tesla ha sospeso gli acquisti di veicoli attraverso l’uso di bitcoin. Siamo preoccupati per l’utilizzo in rapida crescita di fonti fossili per il mining e per le transazioni”: così inizia il tweet attraverso il quale Elon Musk ha comunicato, lo scorso 13 maggio, di aver rinunciato ai Bitcoin almeno fino a quanto il loro impatto ambientale non sarà diminuito. Ma non sono solo i Bitcoin ad emettere un quantitativo esponenziale di CO2 nell’atmosfera: tutto il mondo di internet si trova a fare i conti con questo problema e, a capo di questa infrastruttura informatica, troviamo i CED, noti ai più come data center.

Ecco cosa sapere sul loro impatto ambientale, sulle possibili soluzioni e su una grande novità firmata IBT Group e Capstone Green Energy in arrivo prossimamente che punta proprio all’efficientemente energetico dei data center!

Data center: il dilemma delle considerevoli emissioni di CO2

Che cosa sono, innanzitutto, i data center? Sono edifici che ospitano enormi quantità di server, storage (sistemi per l’archiviazione dei dati) e dispositivi che garantiscono il funzionamento di un’infrastruttura informatica. Per mantenere in funzione 24/7 questi centri, è necessario non solo un considerevole impiego di energia, ma anche degli impianti di raffreddamento per contrastare il calore emanato. Oggigiorno, sono sempre più grandi, sempre più numerosi e sempre più efficienti; tuttavia, consumano sempre più energia per il loro funzionamento: questo problema era venuto alla luce già dieci anni fa e, ad oggi, le emissioni di CO2 riconducibili a internet ammontano circa all’1,7-1,8 miliardi di tonnellate. Per fare un esempio, alla fine del 2018, la rete Bitcoin era responsabile della emissione fino a 22,9 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. E le previsioni non sono ottimistiche: entro il 2025 infatti, un quinto del consumo energetico mondiale sarà imputabile al settore ICT secondo uno studio pubblicato sul Guardian dal ricercatore Anders Andrae. Sempre secondo le stime, il 3% delle emissioni di CO2 sarà imputabile ai data center nei prossimi 4 anni. Se da una parte dunque, lo sviluppo tecnologico è positivo a livello di innovazioni, che lasciano presagire un futuro sempre più smart, dall’altra parte è negativo per le conseguenze che questi data center hanno sull’ambiente, e quindi sul futuro del nostro pianeta.

Le possibili soluzioni per l’efficientamento energetico applicabili ai data center

Per risolvere il problema delle emissioni di CO2 dovute ai data center, è necessario percorrere fin da subito nuove strade nel nome della sostenibilità; le soluzioni che si stanno attualmente sfruttano a questo proposito, prevedono l’utilizzo di energia rinnovabile o l’autoproduzione di energia. Google, ad esempio, utilizza dal 2017 solo energia pulita per alimentare i suoi data center, e prevede di essere completamente indipendente dai combustibili fossili entro il 2030. Aruba invece, si è distinta per la progettazione di data center green: su tutti, spicca il Global Cloud Data Center, il data center campus più grande d’Italia a Ponte San Pietro (Bergamo), che si avvale di una centrale idroelettrica di proprietà e di un impianto fotovoltaico per l’intero sostentamento energetico, prevedendo l’immissione nell’atmosfera di quasi 18mila tonnellate di CO2 all’anno. Se, dunque, l’energia elettrica consumata dai data center provenisse al 100% da fonti rinnovabili, allora sarebbero al 100% green. E, secondo una ricerca di MarketsandMarkets, il mercato dei data canter sostenibili varrà 140,3 miliardi nel 2026: un traguardo in vista del quale iniziare a lavorare oggi stesso.

IBT Group e Capstone Green Energy: una grande novità in arrivo…

IBT Group, insieme al partner Capstone Green Energy, leader mondiale nella tecnologia a turbina con oltre 100 brevetti registrati, consapevole che il problema delle emissioni di CO2 dovute ai data center è sempre più attuale, comunicherà a breve una soluzione affidabile per l’autoproduzione di energia che consentirà un abbattimento del 100% di tali emissioni. Esatto, del 100%. L’efficientamento energetico sarà possibile grazie a dei nuovi sistemi di trigenerazione basati su turbine e alimentati a biometano firmati Capstone Green Energy. Ma i vantaggi non finiscono qui, in quanto tali sistemi consentiranno di implementare altre funzioni fondamentali per i data center… Rimanete aggiornati sui nostri canali social e sul sito per scoprire questa nuova soluzione firmata IBT Group e Capstone Green Energy, in arrivo prossimamente!

Turbo-cooling: applicazioni e utilizzi

Che cosa si intende quando si parla di turbo-cooling? Quali sono le specifiche di questa tecnologia e quali i prodotti Century Corporation distribuiti da IBT Group? Ecco tutto quello che dovete sapere al riguardo, sul funzionamento e i vantaggi di questo sistema, con relativi casi studio.

La tecnologia di Century Corporation a servizio del turbo-cooling

Dal 2004, IBT Group è partner esclusivo per il mercato europeo di Century Corporation, azienda sud-coreana leader dal 1968 nella produzione di frigoriferi ad assorbimento e applicazioni HVAC: altamente innovativi e composti solo da materiali di prima qualità, questi impianti, noti anche come chiller, derivano dagli studi condotti nel 1926 da Albert Einstein e dal suo ex studente Leo Szilard, e funzionano utilizzando energia termica di scarto, anziché energia elettrica, per produrre a sua volta energia frigorifera riutilizzabile nei processi industriali. I vantaggi sono molteplici: dall’alta efficienza energetica ai bassi costi e necessità di manutenzione, dalla facilità di utilizzo all’essere silenziosi, modulabili e gestibili anche da remoto.

I sistemi turbo-cooling di Century Corporation

L’efficienza degli impianti turbogas risente, soprattutto nella stagione estiva e nelle mezze stagioni, della temperatura dell’aria ambiente essendo utilizzata come aria comburente.
La soluzione a tale problema è il turbo-cooling, che permette di mantenere la temperatura comburente stabile e prossima alle condizioni ISO (o addirittura inferiore) così da avere un elevata efficienza del turbogas costante durante tutto l’anno.
Il sistema di turbo-cooling utilizza una piccola parte del calore prodotto dal turbogas per alimentare un gruppo frigorifero ad assorbimento Century. L’energia frigorifera prodotta dal Century viene impiegata per ridurre la temperatura dell’aria comburente del turbogas così da ottenere un’efficienza maggiore, e meno soggetta ad oscillazioni, del turbogas stesso.
IBT Group è in grado di adattare il sistema turbo-cooling dei chiller Century in base alle esigenze di ogni cliente per massimizzare l’efficienza energetica e supportandoli in ogni fase, dalla progettazione all’installazione, fino ai servizi post-vendita.

Casi studio: Cartiera San Lorenzo e Cartiera del Chiese

Due casi studio che attestano l’utilizzo dei sistemi turbo-cooling di Century Corporation appartengono entrambi al settore cartario: si tratta della cartiera San Lorenzo e della Cartiera del Chiese. La prima, con sede a Gassano (Fivizzano), è dotata dal 2017 di un impianto Opra OP16 with Century absorption chiller AR-D115L2, con capacità di raffreddamento di 404 kW. La seconda invece, con sede a Montichiari (BS), ha visto nel 2015 l’installazione di un Turbogas 7,5 MWe con un chiller ad assorbimento Century AR-D150L2, con capacità di raffreddamento pari a 550 kW.

Acqua gelida e acqua surriscaldata: vantaggi e applicazioni delle microturbine

Le microturbine Capstone Green Energy presentano numerosi vantaggi, uno di questi è l’elevata capacità produttiva di vettori termici come acqua gelida ed acqua surriscaldata, che le rendono ideali per applicazioni in diversi settori come il food&beverage, l’ospedaliero ed il farmaceutico. Ecco cosa sapere al riguardo.

Vantaggi e specifiche delle microturbine

Capstone Green Energy è una società californiana leader mondiale nella tecnologia a turbina con oltre 100 brevetti registrati per la cogenerazione, ovvero, la produzione combinata di energia elettrica e termica, di cui IBT Group è partner esclusivo per il mercato italiano. Il brevetto più importante di Capstone, di origine aeronautica, è quello che riguarda la tecnologia “oil-free”: questa fa riferimento alla completa assenza di olio lubrificante grazie all’impiego di cuscinetti ad aria (air-bearings) che sostengono l’albero della turbina in rotazione senza contatto meccanico. Sono molteplici i vantaggi di questa applicazione: innanzitutto, la modulazione della produzione di energia elettrica e calore in funzione delle necessità istantanee delle utenze da 0 a 100%. Un altro plus è che le microturbine presentano le emissioni di inquinanti in atmosfera più basse oggi disponibili: NOx < 18 mg/Nm3; CO < 50 mg/Nm3 (al 15% di ossigeno), ben al di sotto dei limiti di legge. Inoltre, l’assenza di olio lubrificante comporta una minore necessità di manutenzione; altre caratteristiche degne di nota sono l’assenza di vibrazioni, le basse emissioni sonore e la dotazione di software per il controllo da remoto, che rendono questa tecnologia assolutamente innovativa.

L’applicazione delle microturbine per produrre acqua gelida e surriscaldata

Le microturbine Capstone Green Energy si possono utilizzare per la produzione combinata di energia elettrica ed acqua glicolata sottozero, questa soluzione è perfetta per l’industria logistica ed alimentare dove la refrigerazione a basse temperature è molto diffusa: in che modo?
Grazie ad una specifica applicazione con Turbina Capstone oil-free realizzata e funzionante su molteplici siti, si ottiene la produzione di energia frigorifera sottozero a temperatura controllata, senza l’utilizzo di chiller elettrici con conseguente risparmio di energia elettrica.

Questa consente di produrre acqua surriscaldata per alimentare uno specifico gruppo ad assorbimento ad ammoniaca volto alla produzione di acqua glicolata da -6°C fino a -60°C. Il sistema assicura un risparmio di oltre il 30% di energia primaria, con punte di efficienza complessiva che superano l’85%. Inoltre, le microturbine trovano applicazione anche per la produzione combinata di energia elettrica e termica. Il sistema consente l’impiego di una turbina a gas Capstone e di uno specifico modulo di recupero termico (HRM), dimensionato per la produzione di acqua surriscaldata alla temperatura in-out richiesta, garantendo un risparmio di oltre il 30% di energia primaria, con una produzione combinata di energia elettrica e più dell’80% del calore recuperato dai gas esausti sotto forma di acqua surriscaldata.

Casi studio: Surgital e Coati

Come già accennato, queste applicazioni si rivelano ideali per l’industria logistica ed alimentare, e proprio a questo settore fanno riferimento i seguenti casi studio, a cominciare da Surgital, leader nella produzione di cibi pronti surgelati. Nella sede di Lavezzola, IBT Group ha installato un impianto per la produzione in contemporanea di energia elettrica, vapore ed energia frigorifera sottozero per l’avveniristico magazzino di stoccaggio. Il sistema si compone di una turbina a gas oil-free Capstone C600 e di un generatore di vapore a recupero dotato di bruciatore in vena d’aria per la post-combustione dei gas esausti, che produce il vapore saturo utilizzato per il processo produttivo e l’energia frigorifera necessaria al magazzino di stoccaggio.

Il secondo esempio ci porta invece in Valpolicella, dove ha sede il Salumificio Fratelli Coati: qui, IBT Group ha installato un sistema CCHP (Combined Cooling Heat and Power) basato sulla tecnologia Capstone. Primo nel suo genere nel settore della lavorazione della carne in Italia, il nuovo sistema permette all’azienda di raggiungere gli obiettivi di efficienza fornendo un’alimentazione affidabile, significativi risparmi sui costi e vantaggi ambientali. L’utilizzo di questa tecnologia consente di produrre autonomamente i tre vettori energetici, anche durante i periodi di manutenzione. L’impianto CCHP fornisce circa l’80% di efficienza energetica complessiva. Ciò equivale a un risparmio energetico rilevante di circa 9.600 MWh all’anno, evitando inoltre l’emissione di 2.400 tonnellate di CO2.

Capstone celebra la Giornata della terra con la sua trasformazione in Capstone Green Energy Corporation

Il 22 aprile, Giornata mondiale della Terra, il nostro partner Capstone ha voluto comunicare un cambiamento rivoluzionario che rifletterà l’attività quotidiana di un intero settore. Capstone Turbine Corporation, leader mondiale nella produzione di sistemi energetici con turbine a gas con tecnologia “oil-free”, ha annunciato che con effetto immediato diventerà Capstone Green Energy Corporation, partner globale per la riduzione delle emissioni di carbonio e per la produzione di energia pulita.

Con questo nuovo nome e un nuovo sito web (capstonegreenenergy.com), ha mostrato la sua intenzione di rimanere concentrata sulle tecnologie energetiche pulite, espandendo al contempo il proprio portafoglio di soluzioni per la riduzione del carbonio, per includere nuove tecnologie di conversione dell’energia green, nonché lo sviluppo di prodotti a idrogeno e il rafforzamento delle sue attività di Energy as a Service.

Il nostro nome sta cambiando per riflettere la nostra evoluzione come azienda e gli sviluppi che stiamo pianificando. Anche se abbiamo un nuovo nome, la missione e gli obiettivi di Capstone per il futuro rimangono risoluti: essere un partner altamente affidabile che fornisce sistemi di conversione dell’energia, soluzioni microgrid, energy as a service e gestione strategica dell’energia“. Ha affermato Darren Jamison, amministratore delegato di Capstone Green Energy. “Capstone Green Energy aiuterà i clienti a costruire e mantenere infrastrutture energetiche intelligenti e collaborerà con loro come fornitore di servizi a lungo termine e partner per le loro iniziative più complesse di riduzione del carbonio“.

Si tratta di un obiettivo ambizioso e visionario ma obbligatorio,” ha replicato Ilario Vigani Presidente & CEO di IBT Connecting Energies GmbH, “Siamo orgogliosi di essere un prezioso partner della community di Capstone pronto a andare verso soluzioni energetiche intelligenti che ci aiuteranno a ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio e a risparmiare sui costi energetici.

turbina capstone modello C1000S

Turbo-S2: l’applicazione di IBT che massimizza la produzione di vapore

Con “Turbo-S2″ si fa riferimento a un’innovativa applicazione che assicura il massimo livello di recupero termico e, conseguentemente, di risparmio, in quei processi industriali che richiedono energia termica sotto forma di vapore saturo e/o di acqua calda. Questa applicazione è possibile grazie ai sistemi energetici con turbine a gas di Capstone Turbine Corporation, società californiana leader mondiale nella tecnologia a turbine ed unico produttore di tali sistemi, che sfruttano la tecnologia “oil-free” negli impianti di cogenerazione per la produzione combinata di energia elettrica e termica, per una sensibile riduzione dei consumi, una bassa manutenzione e emissioni ben al di sotto dei limiti di legge. Dal 2001, IBT Group è partner esclusivo per l’Italia di Capstone, occupandosi dei servizi di installazione, vendita e post-vendita anche degli impianti che usufruiscono dell’applicazione Turbo-S2. Ecco cosa sapere a riguardo!

TURBO-S2: CHE COS’È E IL PROCESSO SPECIFICO
Oggigiorno, il modo più semplice di risparmiare prevede la riduzione degli sprechi: in termini energetici, questo è possibile attraverso la cogenerazione, che permette di sfruttare il calore di scarto derivante dalla produzione di energia elettrica per ricavarne vapore e/o acqua calda per i processi industriali ed il riscaldamento (sia pubblico che privato). In particolare, la tecnologia cogenerativa a turbina a gas “oil-free” ad alto rendimento (un brevetto esclusivo di Capstone Turbine Corporation) assicura un alto risparmio energetico (oltre il 30%), la modulazione del carico elettrico e termico dallo 0 al 100%, emissioni nocive tra le più basse e ben di sotto ai limiti di legge (NOx < 18 mg/Nm3 e CO < 50 mg/ Nm3), la flessibilità del range di potenza offerta dalle soluzioni (da 30 kWel fino a 5 Mwel), la bassa manutenzione e la possibilità di massimizzare la produzione, anche combinata, di fumi caldi diretti, acqua calda/olio diatermico, acqua refrigerata e vapore saturo alla pressione desiderata. Utilizzando le turbine Capstone da 65, 200, 600, 800 e 1000 kWe, e grazie alla post-combustione, è possibile massimizzare la produzione di vapore mediante l’impiego di uno speciale generatore di vapore a recupero che utilizza l’energia dei gas di scarico della turbina come aria comburente. A valle del generatore di vapore, è inoltre possibile recuperare ulteriore energia termica sotto forma di acqua calda alla temperatura richiesta. Turbo-S2 è l’applicazione ideale per numerose industrie, tra cui food & beverage (soprattutto per trasformazione e lavorazione delle carni e del latte), manifatture (in particolare tessili, farmaceutiche e chimiche) e per tutte quelle realtà che richiedono l’uso di vapore per i propri processi produttivi.

LA PRODUZIONE DI VAPORE – RECUPERO SEMPLICE E POST-COMBUSTIONE
La generazione di vapore con applicazione Turbo-S2 si ottiene tramite recupero semplice o con post-combustione.

  • Recupero semplice: il sistema di “Recupero semplice” utilizza unicamente il calore contenuto nei gas di scarico della turbina a circa 300°C. Questi confluendo nel generatore di vapore a recupero riscaldano l’acqua fino a produrre il vapore alla pressione desiderata.
  • Post-combustione: i gas esausti della turbina presentano un alto contenuto di ossigeno (circa il 17-19%), ciò consente di poterli utilizzare come aria comburente a circa 300°C in un bruciatore in vena d’aria. Nel bruciatore in vena d’aria, grazie ad una post-combustione, i fumi raggiungono una temperatura fino a 800°C. Questi ultimi nella caldaia a recupero permettono di produrre una quantità di vapore superiore a quella di un sistema a “Recupero semplice”.

Entrambi i sistemi sono interamente progettati e costruiti su specifica tecnica IBT.
A valle dei due sistemi precedentemente descritti, i fumi ancora ad alta temperatura possono essere utilizzati per produrre acqua calda, acqua surriscaldata, acqua gelida o acqua refrigerata. Il Team IBT ha tutte le competenze necessarie per individuare la soluzione più adatta alle esigenze del cliente per massimizzare l’efficienza del sistema e quindi il saving economico.

CASO STUDIO: IL SALUMIFICIO COATI
Il Salumificio Fratelli Coati, un’eccellenza italiana nel settore della lavorazione della carne, per il suo sito produttivo ad Arbizzano-Negrar (VR) ha optato per un sistema CCHP basato sulla tecnologia Capstone, ottenendo dunque la massima efficienza energetica per le varie fasi di produzione, dalla fornitura di vapore per i forni di cottura all’acqua di congelamento per le celle frigorifere. Si tratta della prima applicazione in Italia di questo sistema nel settore della lavorazione della carne, che consente di produrre autonomamente i tre vettori energetici, il massimo recupero di calore dai fumi di scarico in uscita dalle microturbine, anche nei periodi di manutenzione, garantendo di conseguenza la totale flessibilità, stabilità e continuità. Inoltre, fornisce all’azienda il supporto necessario per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica complessiva (pari all’80%), per un risparmio energetico di circa 9.600 MWh all’anno ed evitando allo stesso tempo 2.400 tonnellate di emissioni di CO2.